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Strada panoramica da Arbatax a Dorgali (Sardegna)

 - 06/11/2015

Una magnifica strada deserta, che costeggia impressionanti gole, porta da Arbatax a Dorgali (70 km).

Arbatax

Ca 6 km a est.
È lo sbocco sul mare di Tortolì. Sono gli scogli rossi di porfido vicino al porto a dare ad Arbatax il suo ritratto più noto. La vista sulla baia, chiusa dalle montagne, è molto bella. Più raccolta è la piccola Cala Moresca (si seguano le indicazioni).

 

Tra Lotzorai e Baunei

La SS 125 da Arbatax a Dorgali si inoltra in un paesaggio sempre più suggestivo, a mano a mano che si addentra nella Barbagia.
A Lotzorai, un cartello giallo indica la deviazione per le Domus de janas. La zona archeologica comprende una decina di queste costruzioni di pietra, dall’aria un po’ inquietante (talvolta, le aperture nella roccia sono sistemate in modo tale da dare l’impressione di un viso).
Arrivati al punto più alto, che supera i 1000 m, converrà fermarsi per dare un’occhiata in giro. Nella bella stagione, le montagne sono punteggiate di giallo: sono le ginestre dal profumo intenso.

 

Dorgali

Ca 64 km a nord di Tortolì.
La principale località turistica della Barbagia è centro artigianale, culturale e culinario: il suo sbocco sul mare è Cala Gonone, la sua via principale, via Lamarmora, è una bella passeggiata tra negozi tipici (si fanno tappeti con un nodo speciale), le pietre del suo territorio parlano di un passato antichissimo. E dall’uva cannonau si produce un ottimo vino da duemila anni.
Nei dintorni, sono visitabili il villaggio nuragico di Serra Orriosa, sulla strada che da Dorgali porta alla S 129, e la tomba di giganti Sa Ena ‘e Thomes, proseguendo verso Lula. Questa tomba ha la struttura tipica delle tombe di giganti: la camera funebre è a forma di corridoio coperto di lastre di pietra alla maniera dei dolmen ed è preceduta da una fila di pietre innalzate ad arco di cerchio, sulle quali domina una lastra centrale ovale, incisa da una modanatura e con un’apertura che funge da piccolo passaggio.

 

Cala Gonone

Ca 10 km a est di Dorgali.
Una strada a tornanti scende verso il paese, che cinge una bella baia e ha un porticciolo da dove partono i barconi (sono in realtà grossi motoscafi) per le escursioni.

Cala Luna – La spiaggia si distende su un mare trasparente che arriva qui calmo e lambisce le grotte. Il bianco della sabbia termina dove fioriscono gli oleandri.
Grotta del Bue Marino –Il “bue marino” è la foca monaca, che un tempo e fino alla fine degli anni Settanta viveva in questa grotta. Si cammina tra stalattiti e stalagmiti fino al fondo della parte visitabile, dove scorre un fiume.
Per informazioni su visita, orari e costi t 0784 96 243 o 0784 93 305.

Dolmen Mottorra
Andando verso nord, dopo una curva, al km 207 della S 125 un cartello indica il sentiero che porta al dolmen.
Si imbocchi questo sentiero e non ci si meravigli se il dolmen non appare subito. Bisogna camminare per circa 5 minuti per scoprirlo, solitario in mezzo a un campo. La copertura poggia su sette stele (ortostati). È degli inizi del terzo millennio a.C.

 

Grotta di Ispinigòli

A circa 7 km da Dorgali, lungo la SS 125, c’è la deviazione per la grotta. Visita: apr.-metà nov. 9-13 e 15-tramonto (entrata ogni h); resto dell’anno solo su prenotazione. Per informazioni t 0784 96 243.
Che la formazione di questa grotta sia a pozzo, e non a tunnel, lo si capisce appena entrati, quando ci si trova al di sopra di una voragine. L’impressionante colpo d’occhio si concentra subito sulla colonna stalagmitica che sembra reggere il soffitto. Per altezza (38 m), è la seconda nel mondo (la prima si trova nel Nuovo Messico). La grotta è ormai fossile, cioè non cola più l’acqua indispensabile alla formazione delle concrezioni, che qui sono lamellari (a coltello o a tendina) e a cavolfiore (se si formano sott’acqua, come i coralli). Il colore dominante è il rosso, perché lo strato roccioso del soffitto è sottile. Se fosse stato spesso, avrebbe filtrato l’acqua, che avrebbe così depositato solo il calcare, dando alle concrezioni una tonalità bianca. Le stalagmiti sono molto più grandi delle stalattiti perché l’acqua, scendendo abbondante, depositava rapidamente il materiale in basso. I gioielli di fattura fenicia e le ossa umane che sono stati ritrovati qui fanno pensare ad un uso sacrificale della grotta, che però poteva forse essere luogo di sepoltura scelto dai Nuragici.

 

Su Gologone

20 km a sud-est di Nuoro, lungo la strada di Oliena-Dorgali.
Superata Oliena, ai piedi di un versante particolarmente scosceso del Supramonte, si raggiungono (per una piccola strada che si prende a destra circa 6 km dopo questa località) le fonti carsiche di Su Gologone, dove l’acqua sgorga (300 l/sec.) da una fessura della roccia in mezzo al verde. Nella zona del Supramonte di Dorgali una grotta a cielo aperto nasconde il villaggio nuragico di Tiscali.

 

Orgosolo

18 km a sud di Oliena. Questo paese di tradizione pastorale, che un tempo era tristemente noto per episodi di banditismo (il regista Vittorio De Seta l’ha reso popolare nel suo film Banditi a Orgosolo del 1961), ha oggi un volto ridente, a cui contribuiscono i murales che danno colore e espressione alle vie.

 

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