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Car pooling: condividere l’auto piace anche agli italiani

Paolo Odinzoff
 - 05/01/2016

Condividere a pagamento la propria auto con altri utenti che hanno le stesse esigenze di mobilità.

Pur se ancora non può essere considerato un fenomeno di massa, anche in Italia il car pooling sta pian piano guadagnando consensi tra i privati che devono spostarsi facendo, magari, quotidianamente uno stesso tragitto. Guardando all’Europa, infatti, il nostro Paese nell’uso dei servizi di car pooling si colloca al terzo posto, dopo Germania e Francia. Mostrando come pure da noi si siano ormai infrante quelle barriere dovute alla diffidenza e a una mancanza di esperienza verso la possibilità di fare un viaggio in auto con degli sconosciuti.

Le ragioni di una maggior apertura verso il car pooling, vanno poi ricercate nel risparmio di denaro che quest’ultimo consente sia a chi mette a disposizione la propria auto, sia alle persone che lo utilizzano per raggiungere un determinata meta. Ed anche, perché no, in una più spiccata coscienza ecologica visto che sfruttare una sola macchina per far muovere più persone contribuisce a ridurre l’inquinamento.

Le infinite possibilità offerte del mondo digitale hanno inoltre concorso anch’esse in senso positivo a una diffusione in molte città italiane del car pooling: facilitato nella gestione da apposite app per smartphone e tablet che permettono tramite una semplice iscrizione di entrare in delle community dove offrire o trovare    un passaggio. Senza contare che alcune aziende e startup oggi propongono dei servizi online di valutazione e vendita delle auto usate, sobbarcandosi tutte le spese di passaggio di proprietà e demolizione, per favorire proprio l’acquisto di vetture idonee al servizio.

A utilizzare in Italia il car pooling, infine, sono in prevalenza giovani di sesso maschile ed età compresa tra i 24 e i 35 anni, in genere studenti, liberi professionisti o impiegati, che lo vedono anche come un’opportunità per allacciare nuovi rapporti sociali.