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Cresce in Italia la quota di mercato delle vetture ibrideCresce in Italia la quota di mercato delle vetture ibride

Paolo Odinzoff
 - 19/02/2016

I primi a puntare sull’ibrido sono stati i giapponesi della Toyota, guardati inizialmente un po’ da tutti con perplessità e scetticismo. Poi, pian piano, sempre più costruttori sono scesi in campo e hanno iniziato a credere nelle motorizzazioni termico-elettriche.

Considerandole, vista pure la loro utilità per ridurre le emissioni a livello di flotta, non più un mero e semplice completamento nella gamma, ma quelle su cui puntare per spingere l’auto nel futuro e verso il momento in cui elettroni e carburanti alternativi tipo l’idrogeno la renderanno indipendente dal petrolio.

Non c’è allora da meravigliarsi se in Italia cresce il numero di persone che scelgono di acquistare una vettura ibrida.  

I dati, infatti, parlano chiaro: a gennaio le immatricolazioni hanno raggiunto addirittura la quota record del 2,1% contro l’1,6% del 2015. E questo grazie ovviamente alle vetture del Gruppo Toyota, di cui ricordiamo fa parte la Lexus e che raccolgano al momento da noi circa il 96% delle vendite nel settore, ma anche ai modelli di altre Case presenti ormai nel segmento.

Tecnologie diversificate e un abbattimento dei costi di produzione rispetto al passato hanno oltretutto consentito di portare l’ibrido un po’ in tutte le categorie di mercato e di applicarlo non solo su ammiraglie e supercar ma perfino alle piccole utilitarie. Senza contare che oggi molte vetture ibride plug-in, ovvero capaci di ricaricare le batterie direttamente da una normale presa di corrente, possono essere utilizzate lungo le strade di città percorrendo la maggior parte di chilometri in modalità elettrica a zero emissioni con un conseguente abbattimento dell’inquinamento e un considerevole risparmio nella spesa di carburante.

Molti esperti sono convinti: entro due generazioni le automobili con la spina prenderanno il sopravvento.