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Le auto che guidano da sole, presto sulle strade

Los Angeles, Etats-Unis-AFP
 - 16/12/2015

Nelle grandi metropoli congestionate, quale automobilista non ha sognato un'auto che guida da sola? Secondo i costruttori, lasciare il volante e i pedali per leggere una rivista non è più tutta fantascienza.

Le auto semi-autonome sono già sulle strade. Sono capaci di misurare le distanze, di accelerare e di frenare automaticamente. E di rettificare il tiro se un automobilista distratto si avvicina troppo velocemente a un'altra auto o si scosta dalla sua fila.

Il sindaco di Los Angeles, Eric Garcetti, ne ha fatto la dimostrazione martedì al volante di una Volvo XC90 per inaugurare la mostra Connected Car, alla vigilia del salone dell'auto di Los Angeles.

"È utile in un contesto urbano, in caso di ingorghi, durante i tragitti quotidiani, quando ci si innervosisce" o quando si diventa meno attenti, spiega ad AFP Marcus Rothoff, responsabile del "self-driving" di Volvo durante la prima giornata stampa del salone.

I costruttori lavorano ora sulla futura generazione: i veicoli completamente autonomi, al volante dei quali gli automobilisti potranno davvero leggere una rivista, guardare un film o mandare delle mail.

Un sogno per gli abitanti delle grandi metropoli come la Città degli Angeli, capitale americana degli ingorghi, dove spesso si passano due ore al giorno al volante.
"Fra 20 anni", le auto autonome "saranno la norma", anticipava martedì Eric Garcetti al volante della Volvo XC90, secondo un video del canale ABC.

Hanno "il potenziale di ridurre gli incidenti della strada in maniera significativa, di fluidificare il traffico e di liberare del tempo per gli automobilisti", sostiene un portavoce della megalopoli californiana, Paul Kadzielski.

Dovrebbero fare la loro comparsa sulle strade molto presto.

Volvo prevede di mettere 100 prototipi di auto autonome "nelle mani dei consumatori sin dalla fine del 2017", ha dichiarato mercoledì al salone di Los Angeles Lex Kerssemakers, titolare della filiale nordamericana del gruppo svedese.

Ci "diranno ciò di cui abbiamo bisogno per dar fiducia al nostro sistema, perché senza fiducia non serve a niente. Non si può leggere una rivista se si deve stare attenti alla strada in continuazione", sottolinea Marcus Rothoff.

Chi sarà responsabile?

L'obiettivo è ottenere una tecnologia così affidabile da permettere al costruttore di "dire ai suoi clienti che quando sono in modalità pilota automatico, non sono più responsabili" in caso di incidente, prosegue.

"È questo che consentirà di liberare del tempo" di guida per fare altro, insiste.

L'automobilista dovrà solo digitare una destinazione e il sistema di navigazione, i sensori e i software informatici faranno il resto.

I costruttori di tutto il mondo fanno a gara per intercettare questo mercato dal potenziale colossale. La giapponese Nissan ha detto che intende mettere un veicolo self-driving sulle autostrade nipponiche sin dal 2016. Honda e Toyota puntano sul 2020.

Il gigante di Internet Google, quanto a lui, ha dichiarato che sta testando i prototipi nella sua sede della Silicon Valley.

Le americane Tesla e Ge stanno anch'esse lavorando su questo tipo di veicoli, la prima dotando già le nuove auto di software che consentono di fare le manovre di parcheggio in modalità automatica.

Volvo ha svelato mercoledì a Los Angeles un prototipo di interni per le future auto autonome: quando viene attivata la funzione pilota automatico, il sedile si sposta indietro, lo schienale si abbassa tipo sdraio, e sul sedile passeggero viene presentato un pannello con offerta di intrattenimenti: film, internet ecc.

Quando si riattiva la funzione "guida", il sedile si risolleva, si avvicina al volante e il pannello si ritira.

Per Jessica Caldwell, analista per il sito Edmunds.com, specializzato nelle auto, le tecnologie "self-driving" saranno mature "entro la fine del decennio", ma quello per cui "ci vorrà più tempo, è la questione della responsabilità".

"Cosa succederà se un'auto con pilota automatico va a sbattere contro uno scuolabus o uccide il proprio conducente?", si chiede l'analista.

Nonostante ciò, ritiene che questi veicoli siano più sicuri: "il tempo di reazione - ad esempio se un bambino sbuca all'improvviso sulla strada - è molto più rapido di quello umano".

 

Foto : © AFP PHOTO/GEOFF ROBINS