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Le navette a guida autonoma: il futuro dell’auto

AFP
 - 15/03/2018

Le navette elettriche, condivise e a guida autonoma, come la concept car EZ-GO di Renault, sbarcheranno nei prossimi anni nelle grandi città. L’annuncio di una rivoluzione urbana e un’importante sfida per l'industria automotive.

Un nuovo servizio di mobilità

Le navette a guida autonoma sono già in corso di sperimentazione in tutto il mondo, anche nel traffico urbano, per servire alcune aree ben delimitate. Un mercato ancora nascente che dovrebbe esplodere a metà del prossimo decennio.

Questi veicoli di nuova generazione saranno gestiti dalle società di trasporti pubblici. Potremo chiamarli con uno smartphone e salire a bordo in aree di sosta specifiche, allestite in città.

Potranno essere berline da 2 a 5 posti, o veicoli di maggiori dimensioni, ma sempre a trazione elettrica e senza conducente.

 

Migliorare la vita in città

La moltiplicazione di questi veicoli elettrici e condivisi dovrebbe contribuire al miglioramento della qualità dell’aria cittadina e alla fluidificazione del traffico urbano, riducendo il numero di auto sulle strade.

In circolazione per quasi tutta la giornata e programmate per sostare in parcheggi appositamente allestiti in periferia, le navette dovrebbero liberare spazi nel cuore dei centri urbani.

Secondo gli esperti, il rischio di incidenti dovrebbe essere del 90% inferiore rispetto a veicoli guidati da esseri umani. L’assenza di conducente ridurrebbe inoltre il costo della corsa rispetto a quello di un taxi.

Per gli anziani o i portatori di handicap, questi veicoli che "verranno a prenderli a casa" permetteranno di “recuperare un senso di libertà", commenta Didier Leroy, vice presidente di Toyota.

 

Un rompicapo per i costruttori

“La vera sfida dietro queste innovazioni, è la capacità di investimento” spiega Eric Kirstetter, dello studio di consulenza Roland Berger. Volkswagen ha annunciato di voler investire 34 miliardi di euro entro il 2022 per il suo progetto di auto del futuro. L’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi parla di 50 miliardi di euro su sei anni.

Per Eric Kirstetter, il mercato dei robot-taxi sarà innanzitutto un mercato dominato dalle navette. "L’utenza preferisce pagare di meno entrando in uno “shuttle”, invece che pagare di più per un’auto a quattro posti" afferma. I costruttori sperano che questa soluzione si affermi come scelta complementare e non a discapito del tradizionale possesso privato di autoveicoli. Ma “le nuove generazioni sono sempre meno attratte dall’acquisto” sottolinea Meissa Tall, consulente associato automotive di Deloitte.

La progettazione e la realizzazione di questi veicoli, che hanno bisogno di soluzioni informatiche ed elettroniche di punta, permette l’ingresso dei giganti dell’high tech nell’industria. L'automobile "si trasformerà da industria di puri prodotti a industria di prodotti e servizi", spiega Meissa Tall. "Come ad ogni cambiamento di paradigma, ci saranno nuovi attori, dei vincenti e dei perdenti".

 

Photo : © Fabrice COFFRINI / AFP