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L’impegno dei costruttori per la sicurezza delle auto connesse

Relaxnews
 - 16/11/2017

Questa settimana, l’European Automobile Manufacturers' Association (ACEA) ha deciso di esprimere con fermezza il suo impegno nei confronti dei consumatori, per la protezione dei dati e la cybersicurezza. L’ACEA ha infatti reso noti i sei principi base per la sicurezza delle automobili connesse che tutti i suoi membri – da Audi e BMW a Mercedes e Land Rover – hanno sottoscritto senza riserve.

"Il mondo digitale offre opportunità senza precedenti” ha dichiarato il Segretario generale dell’ACEA, Erik Jonnaert. “Tuttavia, ogni opportunità è accompagnata da rischi. E uno di questi rischi è la minaccia di un cyberattacco contro la vostra auto o addirittura un’intera flotta di veicoli”.

I vantaggi tecnologici e le possibilità offerte da una maggiore connettività delle auto sono già sfruttate con grande intelligenza dall’industria automotive.

L’ultima generazione di Mercedes Classe E può comunicare con altre berline e veicoli della stessa classe lungo la strada, scambiando informazioni sul traffico e le condizioni meteo.

In Svezia, Volvo utilizza una connessione cloud continua in modalità 3G per permettere alle autorità locali di sapere quali tratti di strada hanno maggior bisogno di salatura o del passaggio di spazzaneve.

Ford ha elaborato un ambizioso piano che prevede di offrire il 100% di auto connesse negli USA entro il 2020 e il 90% in altri paesi.

On Star, il servizio “concierge” connesso di General Motors, è stato scelto in opzione dal 60% degli acquirenti di auto dal suo lancio sui modelli Vauxhall e Opel, nel 2016; e l’hotspot wi-fi integrato 4G/LTE sta rapidamente diventando un must fra le opzioni delle nuove auto vendute in Europa e in USA, insieme alla compatibilità con Apple CarPlay o Android Auto.

E questo è solo l’inizio. Per l’inizio del prossimo decennio, i nuovi modelli usciranno dalle linee di produzione con sistemi integrati che consentiranno di condividerle con altri conducenti utilizzando un semplice smartphone o una password ad uso singolo.

"Garantire la cibersicurezza dei veicoli connessi in check diventa quindi di cruciale importanza” secondo Jonnaert.

Per l’ACEA, se le best practice in materia di cybersicurezza non sono definite e rigorosamente rispettate, le interfacce delle auto connesse potrebbero essere esposte ad ogni tipo di hacking: dal furto di dati personali alla presa di controllo a distanza del veicolo (nel peggiore dei casi).

Per prevenire questi rischi, l’industria europea dell’auto ha già adottato diverse misure di sicurezza, garantendo la presenza di “firewall” fra diverse funzioni connesse. Ma oggi l’associazione sta concentrando gli sforzi per implementare sei principi essenziali e condivisi:

1. Coltivare una cultura della cybersicurezza;

2. Adottare un ciclo di vita della cybersicurezza nello sviluppo del veicolo;

3. Valutare le funzioni di sicurezza, con l’ausilio di fasi di collaudo;

4. Gestire una politica di update di sicurezza;

5. Offrire una risposta e soluzioni di recupero in caso di incidente; e

6. Migliorare la condivisione dell’informazione fra i player del settore.

Inoltre, i singoli membri dell’ACEA condivideranno i propri dati e collaboreranno per migliorare le best practice esistenti e per lavorare in stretta cooperazione con altri organismi di settore e pubbliche autorità locali, nazionali e internazionali.

 

Foto : © Adamo Di Loreto/IStock.com