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Reato di omicidio stradale: ecco cosa prevede la legge

Paolo Odinzoff
 - 21/03/2016

“Una norma che servirà a fare dell’Italia un Paese più degno”: con queste parole il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha firmato la legge sull'omicidio stradale. Una direttiva attesa e necessaria per aumentare la sicurezza sulle strade e responsabilizzare chi si mette al volante.

Oltre 180mila sono stati infatti gli incidenti stradali avvenuti nel nostro Paese solo lo scorso anno, che hanno causato la morte di 3mila persone e 260mila feriti. Per cercare di fermare questa ecatombe, che tra l’altro vede spesso coinvolti purtroppo molti bambini da 0 a 14 anni, la novità principale contenuta nella legge è allora l'introduzione dei reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali per chi guida violando le regole del Codice della Starda e provoca un sinistro ferendo qualcuno o addirittura causandone la morte mettendosi al volante sotto l’effetto di alcol o stupefacenti.

A seconda delle circostanze nel nuovo testo è prevista la reclusione fino a 18 anni. Chi uccide una persona guidando in stato di ebbrezza alcolica grave (con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro) o sotto l’effetto di droghe rischia adesso dagli 8 ai 12 anni di carcere e se non si ferma a prestare soccorso fino a 20 anni.

L’automobilista con un tasso alcolemico riscontrato superiore agli 0,8 g/l, oppure che abbia provocato l’incidente per condotte di particolare pericolosità, superando ad esempio i limiti di velocità o viaggiando contromano, è condannato con una pena da 5 a 10 anni e in caso di omicidio multiplo la pena può essere triplicata fino a un massimo di 18 anni.

È invece punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni chi, guidando non sobrio o non lucido, procura lesioni permanenti. Nel caso di lesioni, inoltre, le pene aumentano se chi si mette al volante è ubriaco o drogato e vanno da 3 a 5 anni per quelle gravi e da 4 a 7 se sono gravissime.

Quando il colpevole ha un tasso alcolemico fino a 0,8 g/l o l'incidente è provocato da manovre pericolose la reclusione va da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per quelle le gravissime.

La condanna per omicidio o lesioni stradali prevede poi come pena accessoria la revoca della patente. Quest’ultima a seconda del reato potrà essere nuovamente conseguita da colui che ha provocato il sinistro solo dopo 15 o 5 anni. Sempre che non vi siano altri comportamenti gravi, come l’omissione di soccorso, per i quali dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca.

La normativa stabilisce infine l’arresto obbligatorio in flagranza di chi provoca un incidente mortale perché sotto effetto di alcol e droga. Non scattano invece le manette se il conducente si ferma a prestare soccorso a coloro che hanno subìto danni, mettendosi a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, e se dall'incidente derivi il delitto di lesioni personali colpose.